Entertainment: cosa vedremo?
Entrare nell'ecosistema saudita significa posizionarsi nel cuore di un mercato che prevede di contribuire per il 3% al PIL nazionale entro il 2030, con una spesa delle famiglie in intrattenimento destinata a raddoppiare.
Investire a Riad o Jeddah permette di integrare la tecnologia digitale italiana e il design delle esperienze in un tessuto sociale giovanissimo (il 70% della popolazione ha meno di 35 anni). Non si tratta di "portare competenze", ma di fondere la visione estetica italiana con l'ambizione saudita per scalare progetti di Location-Based Entertainment (LBE) e gaming, settori che in KSA registrano tassi di crescita annuali superiori al 15%.
Parallelamente, per l'imprenditore saudita, l'Italia rappresenta la piattaforma ideale per proiettare il nuovo volto dell'innovazione araba in Europa. L'Italia non è solo storia; è il primo paese al mondo per turismo esperienziale, un settore che genera oltre 200 miliardi di euro di valore aggiunto.
Aprire un'azienda in Italia nel comparto entertainment — dalla produzione cinematografica (grazie a tax credit competitivi che possono coprire fino al 40% delle spese) alla tecnologia per i grandi eventi — significa acquisire una validazione globale. Per un brand saudita, stabilirsi in Italia significa testare modelli di business su un pubblico internazionale di 130 milioni di turisti annui. È l’opportunità di trasformare capitali intellettuali sauditi in standard europei, creando un ponte dove il dinamismo di Neom e Qiddiya incontra il prestigio del "Made in Italy".
Il vero successo risiede nella proprietà intellettuale (IP) condivisa. Superando il vecchio paradigma del fornitore e del finanziatore, la nuova alleanza si basa su joint-venture dove le aziende saudite acquisiscono respiro globale e le aziende italiane trovano la scala industriale per innovare.
Questa è la chiamata per chi vuole smettere di guardare al cambiamento e iniziare a progettarlo.